Commezzadura
La “Commenzadurae Comunitas” costituita dagli “... homines di Mastellinae, Mastriagi et Piani et Almesagi...” compare citata nel documento “Libri Feudali” dell’anno 1579, ma le comunità dei paesi di Mastellina, Mestriago, Piano e Almazzago richiamano antiche origini e ne fa menzione anche il Codice Vanghiano del lontano 1213.
Tali comunità, inserite nel Principato vescovile di Trento, formarono “Vicinie” tra loro distinte e autonome che costituirono il primo aggregato civile sorto dall’armonia delle forze individuali con quelle collettive che rappresenta il germe della nostra civiltà.
E proprio qui i nostri antenati, partendo dalla ferma convinzione che “...la concordia le piccole cose accresce, la discordia distrugge le grandi...” (citazione da Carta di regola 1731) si sono dati statuto e Carte di Regola nel 1731 della Comunità di Commezzadura, costituita dai paesi di Piano, Almazzago, Mestriago, Mastellina e successivamente Deggiano con la Carta di Regola del 1861, ed hanno potuto organizzarsi da qualche secolo con forme di autogoverno attraverso la partecipazione popolare alla gestione delle proprie “Comunitates”.
Il contesto sociale creato dai nostri padri ha avuto un peculiare rapporto con il territorio, costituito da boschi e pascoli, i quali non potevano avere una più razionale utilizzazione se non attraverso l’uso collettivo per un miglior sfruttamento dei beni rurali indispensabili alla sopravvivenza.
La Parrocchia di S. Agata ha notevolmente contribuito come elemento unificatore ad avvicinare i cinque paesi suddetti incrementando gli incontri tra i pievani e le forme di collaborazione tra le singole comunità rurali.
Sotto l’aspetto religioso i paesi di Commezzadura da secoli sono costituiti in un unica entità: prima Cappellanìa di Ossana, dal 1595 Curazia staccata da quella di Mezzana, dal 31 marzo 1919 Parrocchia.
L’ubicazione della chiesa parrocchiale di S. Agata e del cimitero in sito isolato e al centro di alcuni abitati conferma che, da tempi lontani, qui si trattava di una sola comunità ecclesiale, anche se ogni paese si è costruito alcuni secoli orsono una sua chiesa o cappella da usare in determinate occasioni.
Discorso a parte merita Mastellina, la cui chiesa di S. Antonio è probabilmente la più antica di Commezzadura e fino alla fine del 1500 fu alla dipendenza del priorato di Campiglio e aveva annesso una specie di ospizio, poi trasformato in casa canonica e indi sede e abitazione del curato e del parroco.
L’intera frazione di Mastellina vanta qualcosa in più anche sotto il profilo culturale e sociale: ancor oggi il suo assetto urbanistico, gli edifici storici, le sue fontane, rivelano un certo “fasto” ed un passato nobile. Da ricordare la casa che ha dato i natali al famoso pittore operante in area veneziana nel ‘600, Francesco Guardi.
Il fatto poi che ogni paese abbia una sua chiesa pregevole per storia e arte, chiese tutte consolidate e restaurate negli anni recenti, fa intuire che già in quei secoli la popolazione godesse di un certo livello culturale tale da far fiorire una tradizione artigianale e artistica che ancor oggi sta dando i suoi frutti. Un patrimonio, anche questo, che merita considerazione e rispetto in un’ epoca, come la nostra, attratta più dall’utile che dal bello. Si cita solo, uno per tutti, Albino Rossi artista pittore, apprezzato non solo nella nostra Regione ma anche in altre nazioni Europee.
Il gioiello artistico ora più pregevole, risulta la chiesa di S. Agata, che racchiude in sé stili diversi: romanico, gotico, rinascimentale e barocco, a dimostrazione che la chiesa riassume l’intera storia della comunità. Bene conservati sono gli affreschi della volta dell’abside dipinti dai Baschenis, non altrettanto quelli della parte inferiore illustranti il martirio della santa patrona, notevolmente danneggiati.
In passato gli uomini dell’intera pieve si ritrovavano sul sagrato della Chiesa, sia per partecipare alle sacre funzioni, sia per prendere le decisioni su argomenti di comune interesse; si può dire che le deliberazioni erano prese con solenne sacralità.
La costante povertà di risorse, aggravata da ricorrenti carestie, rendeva dura la vita dei nostri padri, i quali soprattutto nel secolo scorso dovettero emigrare.
Con Regio Decreto del 10.8.1928 n° 2039 il governo fascista impose l’unificazione forzosa dei cinque comuni di Almazzago, Deggiano, Mastellina, Mestriago e Piano in un unico comune denominato “Commezzadura” toponimo derivato dal nome latino “Cometatura” denominazione del locale feudo dei Templari residenti nell’attuale conca di Madonna di Campiglio.
Nel secondo dopo guerra le cinque frazioni manifestarono la volontà di proseguire e vivere unite nello stesso comune, lasciando operare separatamente le cinque Amministrazioni dei beni di uso civico.
Il 20 novembre 1958, con decisione unilaterale del Comitato d’Amministrazione, l’A.S.U.C. di Deggiano affida al Consiglio Comunale di Commezzadura l’amministrazione dei beni di uso civico di quella frazione. E’ seguito il Decreto del Presidente della Giunta Regionale del 29 gennaio del 1968 di scioglimento delle amministrazioni separate dei beni d’Uso Civico di Almazzago Mastellina e Piano che ha convalidato la richiesta degli aventi diritto con una proposta di accentramento nel comune per una più razionale gestione del patrimonio silvo-pastorale. Un mese dopo anche l’A.S.U.C. di Mestriago si scioglie.
Nello sviluppo economico generale della nazione la comunità di Commezzadura ha pure progredito e sono stati determinanti la recente scelta dello sviluppo dell’attività turistica come polo trainante dell’economia per il benessere materiale ed ha favorito lo sviluppo dell’artigianato particolarmente attivo e qualificato con la presenza di ben 45 aziende.
A tal proposito il Comune di Commezzadura già nel passato ha affrontato delle scelte accollandosi dei sacrifici per il progresso di tutti - vedi il passaggio della superstrada con un rilevato molto impattante o la strada di collegamento con Marilleva 1400 - e oggi vede il passaggio della ferrovia, ed ancora, mettendo a disposizione una parte importante del proprio territorio, permette il collegamento delle stazioni sciistiche di Marilleva con Folgarida e con Madonna di Campiglio, determinando il successo dell’attività turistica invernale.